Gnoyah BERNARD

Gnoyah BERNARD

Taang uin tou, together we are

Aku mengada secara sadar bersama yang lain.
Aku menjadi aku bersama engkau, sambil menjadi aku, aku mengatakan engkau

Homili

Renungan/HomiliPosted by G_noyah Bernard Fri, March 30, 2018 22:52:20

Apertura del anno Accademico 2017/2018

5 ottobre 2017 Lc 10,1-12, Ne 8,1-4.5-6.7-12

Questo giorno è Santo

Quando il popolo del Israele si raduno davanti alla porta delle Acque per celebrare la festa del raccolto del ringraziamento, è stato chiesto a Esdra, sacerdote e scriba di portare il libro della legge di Mosè. Dal luogo elevato, Esdra lo legge chiaramente e per fornire informazioni in modo che ognuno capisca. Dopo la lettura, Esdra e i leviti che ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: “Questo giorno è consacrato al Signore nostro; la gioia del Signore è la vostra forza”. Ѐ un messaggio significativo: il Signore è un rifugio, non piangete ma gioite. È un grido che ci ricorda che un periodo del viaggio della vita si deve cominciare con il Signore per avere garanzie di gioia e di successo. Ѐ un segno che coinvolga Dio in ogni sforzo, è qualcosa di sacro. Ѐ un giorno santo.

Che cosa significa per noi studenti che è un giorno santo? Raduniamoci come una comunità per celebrare l’apertura dell’anno accademico nel giorno dell’anniversario delle canonizzazioni dei nostri Santi Arnoldo e Giuseppe ѐ un simbolo dell’alleanza con Dio e con i fratelli e sorelle. Come a Esdra è stato chiesto di leggere la legge di Mose, sentiamo la parola di Dio e meditiamola come uno degli orientamenti per le nostre vite accademiche in quest'anno.

Meditando la parola di Dio, essa ci aiuta ad aprire la nostra anima e il nostro orizzonte del pensiero e mentalità; ci illumina a camminare verso una conversione ed a sperare in un futuro migliore per la nostra missione. I nostri Santi, Arnoldo e Giuseppe, ci hanno lasciato i tesori spirituali come radicare nel Verbo ed impegnarci nella missione di Dio: c’e un tempo di chiudere la porta per riposare e pregare, per mettersi ad ascolatare il silenzio, per vivere la nostra interiorita; ma c’e anche tempo di aprire la porta ed andare oltre per trovare che cosa vuole il Signore da noi. Cosi, il Signore lo loda per la grandezza delle sue parole che accompagnano l'uomo nella vita.

Meditare la Parola di Dio nell’alleanza di una comunita di discepoli in questa casa ѐ ancora una grande missione che stiamo facendo noi. Ѐ una grazia per noi studenti che abbiamo l’opportunita di imparare di più come radicarsi nel Verbo mediante i nostri studi, ricerche, lo stile di vita affinché noi siamo sempre più vicini a Dio ed alla gente.

Come i discepoli, Gesù ci invia non da soli ma a coppie, in una comunione fraterna. Talvolta si dice che la missione non è affare di discepoli specializzati, non richiede un patentino speciale ma è la dimensione abituale di ogni discepolo. E propri su queste dimensioni abituali, sarebbe necessario per noi di prepararci con diverse capacita: nella bibbia, teologia, filosofia, missologia, pastorale, diritto canonico, spiritualità, islamologi, storia della chiesa, psicologia e così via. Ecco la nostra grazia: nella consapevolezza abbiamo bisogno di caricare le nostre batterie di gioia come misionari a camminare per le strade del mondo nella compagnia degli uomini, nel vivere nella cultura del post-modernismo e nel comunicare la parola in un mondo che sempre cambia ma anche difficile.

Gesù ci invia «come agnelli in mezzo ai lupi» ad annunciare il Regno e la sua pace. Come si fonda la nostra autentica missione come agnelli in mezzo ai lupi del mondo d’oggi? Ѐ la debolezza in mezzo alla contraddizione. Il Signore ci manda nella debolezza, nel senso che:

* Il primo, non accettare il modo di essere dei lupi. La debolezza che Gesù ci chiede è la conseguenza della non accettazione del modo di essere di chi appartiene al mondo con l'inganno, la violenza, il non rispetto delle leggi va avanti. Queste debolezze sono come la forza là dove possiamo resistere, anche nei momenti bui, pur di non accettare violenza e inganno.0

* Il secondo, portiamo la pace nei conflitti: perché chi vive nella logica della debolezza della croce e della verità, è un uomo, una donna che ha su di lui la pace. Accettare la sfida della debolezza vuol dire provare a fare una cosa nuova in un mondo vecchio, provare a portare la pace in un contesto di conflitti, provare a creare nuovi modi di vivere e di pensare.

Cosi, i nostri giorni sono santi, e la gioia del Signore è la nostra forza.

Roma, Collegio del Verbo Divino

5 ottobre 2017




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